lunedì 17 settembre 2007

Halloween: leggende, curiosità e storia


Origine e storia della leggenda di Halloween

Secondo la leggenda, gli spiriti erranti di chi è morto durante l'anno tornano indietro la notte del 31 ottobre in cerca di un corpo da possedere per l'anno successivo.


I Celti credevano che in questa magica notte tutte le leggi fisiche che regolano lo spazio e il tempo venissero sospese, rendendo possibile la fusione del mondo reale e dell'aldilà. Per non essere posseduti, i contadini dei villaggi rendevano le loro case fredde ed indesiderabili spegnendo i fuochi nei camini e rendevano i loro corpi orribili mascherandosi da mostri gironzolando tra le case per far scappare di paura tutti gli spiriti che incontravano e non farsi riconoscere.

Un'altra spiegazione del perché i Celti spegnessero ogni fuoco non risiede nello scoraggiare la possessione dei loro corpi, ma nel fatto che riaccendessero ogni focolare prendendo la fiamma da un unico gigantesco fuoco druidico che veniva acceso nella notte del 31 ottobre nel mezzo dell'Irlanda a Usinach.


I Romani fecero loro le pratiche celtiche. Ma con l'andare del tempo svanì la paura di essere posseduti dagli spiriti e rimase solo la tradizione di travestirsi.

Con il passare del tempo questi spiriti, che una volta venivano ritenuti selvaggi e potenti, assunsero un connotato nettamente diabolico e malvagio. La chiesa affermava infatti che gli dei e le dee e tutti gli altri esseri soprannaturali delle religioni antiche fossero di impronta diabolica, che le forze spirituali con cui le persone venivano in contatto erano vere, ma che costituivano delle manifestazioni del diavolo, principe della beffa, che conduceva l'uomo verso l'adorazione di falsi idoli. Così, durante le celebrazioni per Halloween, apparvero rappresentazioni di fantasmi, scheletri, simboli della morte, del diavolo e di altre creature maligne, come le streghe.

La festa di Halloween venne portata negli USA intorno al 1840 dagli emigranti irlandesi che fuggivano dalla carestia di patate che aveva colpito la loro patria.
Cosa significano Halloween e SamhainLa parola Halloween ha lontana origine anglosassone; si fa risalire alla tradizione della chiesa cattolica e deriva probabilmente da una contrazione della frase "All Hallows Eve" ovvero la notte di ognissanti festeggiata il 31 ottobre, data che nel quinto secolo avanti Cristo nell'Irlanda celtica coincideva con la fine dell'estate: in questa ricorrenza - chiamata Samhain (pronunciata soueen) - i colori tipici erano l'arancio per ricordare la mietitura e quindi la fine dell'estate ed il nero a simboleggiare l'imminente buio dell'inverno.

Samhain è noto come "La Festa dei Morti," perché si pensava che in questo periodo i morti potessero tornare nella terra dei vivi per celebrare con la propria famiglia, tribù o clan. Samhain è considerato il periodo in cui si concludono i vecchi progetti, si valuta criticamente quanto si e' ottenuto nell'anno e si pensa ai nuovi progetti ed alle nuove imprese per l'anno nuovo.

I simboli e le usanze tradizionali di Halloween
Dolcetto o Scherzetto? La tradizione di trick-or-treat pare non abbia origine dai celti bensì da una pratica europea del nono secolo d.C. chiamata in inglese souling che in italiano si puo' tradurre con "elemosinare anima".
Il 2 novembre, Ognissanti, i primi Cristiani vagavano di villaggio in villaggio elemosinando per un po' di "pane d'anima" dolce fatto di forma quadrata con l'uva passa. Più dolci ricevevano più preghiere promettevano per i parenti defunti dei donatori.
A quell'epoca si credeva che i morti rimanessero nel limbo per un certo periodo dopo la morte e che le preghiere anche fatte da estranei potessero rendere più veloce il passaggio in paradiso.

La zucca di Halloween: la tradizione di Jack-o-lantern (l'equivalente in inglese) deriva probabilmente dal folklore irlandese. Narra la leggenda che un uomo di nome Jack, noto baro e malfattore, ingannò Satana sfidandolo nella notte di Ognissanti a scalare un albero sulla cui corteccia incise una croce intrappolandolo tra i rami. Jack fece un patto col diavolo: se non lo avesse più indotto in tentazione lo avrebbe fatto scendere dall'albero. Alla morte di Jack, continua la leggenda, gli venne impedito di entrare in paradiso a causa della cattiva condotta avuta in vita, ma gli venne negato l'ingresso anche all'inferno perché aveva ingannato il diavolo.
Allora Satana gli porse un piccolo tizzone d'inferno per illuminare la via nella tremenda tenebra che lo attorniava. Per far durare più a lungo la fiamma Jack scavò un grosso cavolo rapa e ve la pose all'interno.

Curiosità di Halloweenb>Dalle rape alle zucche: gli irlandesi usavano in origine i cavoli rapa ma quando nel 1840 arrivarono negli USA scoprirono che le rape americane erano piccole, ma anche che le zucche erano più grosse e più facili da scavare dei cavoli rapa. Ecco perché a tutt'oggi Jack-o-lantern è una zucca intagliata al cui interno è posata una lanterna.

E' ancora costume mettere un posto in più durante la cena la sera di Samhain in onore dei defunti. A Samhain erano associate molte pratiche divinatorie. Fra le più comuni c'erano quelle che riguardavano l'unione di coppie, l'andamento del tempo e gli eventi dell'anno.

Giochi: cercare di prendere delle mele nell'acqua solo con la bocca, era una normale divinazione matrimoniale. La prima persona che mordeva una mela, sarebbe stata anche la prima a sposarsi nell'anno a venire.

In Scozia le persone ponevano delle pietre nel focolare prima di ritirarsi per la notte. Si credeva che chi avrebbe trovato le proprie pietre smosse durante la notte sarebbe morto durante l'anno.

Le streghe considerano questo giorno come una festa religiosa. Non solo è una giornata in cui si ricordano i propri cari deceduti, ma è anche una notte in cui si possono praticare le varie forme di arte divinatoria, come leggere il futuro negli specchi e una migliore lettura dei tarocchi. Spesso le streghe hanno due tipi di celebrazione in questo periodo. Uno per gli amici non appartenenti alla confraternita, che possono coinvolgere i bambini ed i loro amici. L'altra, praticata dopo, molto tardi (vicino a mezzanotte o dopo, ancora meglio) è il tradizionale circolo del Sabba.


LA LEGGENDA DI HALLOWEEN: JACK O' LANTERN

Un'altra è la leggenda che racconta la nascita del mito della zucca intagliata e risale alla notte dei tempi, a quando, cioè, non era poi così difficile trovarsi a fare una bevuta col Diavolo e gli uomini erano abbastanza furbi da riuscire a ingannare anche Satana in persona.

Narra la storia che, tanti e tanti anni fa, viveva in Irlanda un vecchio fabbro di nome Jack, ubriacone e taccagno, e che costui, la notte di Halloween, aveva incontrato per caso in un pub il Diavolo, venuto per reclamare la sua anima. Il vecchio stava per cadere nelle mani di Satana, quando, con uno stratagemma, riuscì ad imbrogliarlo facendogli credere che gli avrebbe dato la sua anima in cambio, però, di un'ultima bevuta. Il Diavolo, così, si trasformò in una monetina da sei pence per pagare l'oste e Jack fu abbastanza veloce da riuscire ad intascarsela. Poiché, poi, possedeva anche una croce d'argento, il Diavolo non riuscì più a tornare alla sua forma originaria. Jack, allora, stipulò un nuovo patto col Diavolo: lo avrebbe lasciato andare purché questi, per almeno 10 anni, non fosse tornato a reclamare la sua anima. Satana accettò.
Dieci anni dopo, Jack e il Diavolo si incontrarono di nuovo e Jack, sempre con uno stratagemma, riuscì a sottrarsi al potere del Principe delle Tenebre e a fargli promettere che non lo avrebbe cercato mai più. Il Diavolo, che si trovava in una situazione difficile, non poté far altro che accettare.
Quando Jack morì, a causa della sua vita dissoluta, non fu ammesso al Regno dei Cieli e fu costretto a bussare alle Porte dell'Inferno; il Diavolo, però, che aveva promesso che non lo avrebbe cercato, lo rispedì indietro tirandogli addosso un tizzone infernale ardente. Jack se ne servì per ritrovare la strada giusta e, affinché non si spegnesse col vento, lo mise sotto la rapa che stava mangiando.

Si dice che da allora Jack vaghi con il suo lumino in attesa del giorno del Giudizio (da qui il nome JACK O' LANTERN, Jack e la sua Lanterna) e sia il simbolo delle anime dannate ed errabonde.
Quando gli Irlandesi, in seguito alla carestia del 1845, abbandonarono il loro Paese e si diressero in America, portarono con sé questa leggenda e, poiché le rape non sono in America così diffuse come in Irlanda, le sostituirono con le più comuni zucche.
Da allora, la zucca intagliata con la faccia del vecchio fabbro e il lumino all'interno, è il simbolo più famoso di Halloween.

Per chi si è sempre chiesto cosa sia un Blog

In informatica, e più propriamente nel gergo di Internet, un blog è un diario in rete.


Il termine blog è la contrazione di web-log, ovvero "traccia su rete". Il fenomeno ha iniziato a prendere piede nel 1997 in America; il 18 luglio 1997, è stato scelto come data di nascita simbolica del blog, riferendosi allo sviluppo, da parte dello statunitense Dave Winer del software che ne permette la pubblicazione (si parla di proto-blog), mentre il primo blog effettivamente pubblicato lo si ha il 23 dicembre dello stesso anno, grazie a Jorn Barger, un commerciante americano appassionato di caccia, che decise di aprire una propria pagina personale per condividere i risultati delle sue ricerche sul web riguardo al suo hobby. Nel 2001 è divenuto di moda anche in Italia, con la nascita dei primi servizi gratuiti dedicati alla gestione di blog.

Cenni storici

Il termine weblog è stato creato da Barger nel dicembre del 1997, e apparve per la prima volta nel suo sito personale. La versione tronca blog è stata creata da Peter Merholz che nel 1999 ha usato la frase "we blog" nel suo sito, dando origine al verbo "to blog" (ovvero: bloggare, scrivere un blog).

Attraverso i blog la possibilità di pubblicare documenti su Internet si è evoluta da privilegio di pochi (università e centri di ricerca) a diritto di tutti (i blogger, appunto).

I blog hanno anche alcune somiglianze con i wiki, nel modo in cui vengono gestiti gli aggiornamenti, favoriti i commenti dei lettori e stimolate le nascite di community.

Strutturazione e funzionamento

La struttura è costituita, solitamente, da un programma di pubblicazione guidata che consente di creare automaticamente una pagina web, anche senza conoscere necessariamente il linguaggio HTML; questa struttura può essere personalizzata con vesti grafiche dette template (ne esistono diverse centinaia).

Il blog permette a chiunque sia in possesso di una connessione internet di creare facilmente un sito in cui pubblicare storie, informazioni e opinioni in completa autonomia. Ogni articolo è generalmente legato ad un thread, in cui i lettori possono scrivere i loro commenti e lasciare messaggi all'autore.

Il blog è un luogo dove si può (virtualmente) stare insieme agli altri e dove in genere si può esprimere liberamente la propria opinione. È un sito (web), gestito in modo autonomo dove si tiene traccia (log) dei pensieri; quasi una sorta di diario personale. Ciascuno vi scrive, in tempo reale, le proprie idee e riflessioni. In questo luogo cibernetico si possono pubblicare notizie, informazioni e storie di ogni genere, aggiungendo, se si vuole, anche dei link a siti di proprio interesse: la sezione che contiene links ad altri blog è definita blogroll.

Tramite il blog si viene in contatto con persone lontane fisicamente ma spesso vicine alle proprie idee e ai propri punti di vista. Con esse si condividono i pensieri, le riflessioni su diverse situazioni poiché raramente si tratta di siti monotematici. Si può esprimere la propria creatività liberamente, interagendo in modo diretto con gli altri blogger.

Un blogger è colui che scrive e gestisce un blog, mentre l'insieme di tutti i blog viene detto blogsfera o blogosfera (in inglese, blogsphere). All'interno del blog ogni articolo viene numerato e può essere indicato univocamente attraverso un permalink, ovvero un link che punta direttamente a quell'articolo.

In certi casi possono esserci più blogger che scrivono per un solo blog. In alcuni casi esistono siti (come Slashdot) simili a blog, però sono aperti a tutti.

Alcuni blog si possono considerare veri e propri diari personali e/o collettivi, nel senso che sono utilizzati per mettere on-line le storie personali e i momenti importanti della propria vita. In questo contesto la riservatezza, il privato, il personale va verso la collettività.

Tipologie di blog

La maggior parte dei blogger usa il blog come diario personale, per far conoscere i propri sentimenti e le proprie opinioni ai lettori che hanno a loro volta un blog, ma anche sconosciuti che vagano per la blogsfera (o Blogosfera) passando di link in link. Sono molto diffusi anche i blog tenuti da giornalisti, oppure i blog umoristici e autoironici, impegnati, satirici, "televisivi" o umoristici; non mancano infine blog di scrittori o di poesia. Alcuni blog includono interviste o vere e proprie trasmissioni radiofoniche.

Tra le tipologie più diffuse troviamo:

* blog personale - Come già accennato, è la categoria più diffusa. L'autore vi scrive le sue esperienze di ogni giorno, poesie, racconti, desideri (più o meno proibiti), disagi e proteste. Il contributo dei lettori nei commenti è in genere molto apprezzato e dà vita a discussioni molto personali (ma anche a flame). Questo tipo di blog è usato spesso da studenti di scuola superiore o universitari, con un gran numero di collegamenti incrociati tra un blog e l'altro.
* blog di attualità - Molti giornalisti utilizzano i blog per dare voce alle proprie opinioni su argomenti d'attualità o fatti di cronaca, o più semplicemente per esprimere la propria opinione su questioni che non trovano quotidianamente spazio fra le pagine dei giornali per i quali scrivono. Altre persone utilizzano il blog per commentare notizie lette su giornali o siti internet.
* blog tematico - Ogni essere umano ha un hobby o una passione. Spesso questo tipo di blog diventa un punto d'incontro per persone con interessi in comune.
* blog directory - Una delle caratteristiche peculiari dei blog è la gran quantità di link. Alcuni blog si specializzano nella raccolta di link su un argomento particolare. Anche alcuni siti di news possono rientrare in questa categoria.
* photoblog - Sono blog su cui vengono pubblicate foto invece che testi.
* blog vetrina - Alcuni blog fungono da "vetrina" per le opere degli autori, come vignette, fumetti, video amatoriali o altri temi particolari.
* blog politico - Vista l'estrema facilità con la quale è possibile pubblicare contenuti attraverso un blog, diversi politici lo stanno utilizzando come interfaccia di comunicazione con i cittadini, per esporre i problemi e condividere le soluzioni, principalmente a livello locale.
* urban blog - Blog riferiti ad una entità territoriale definita (una città, un paese, un quartiere) e che utilizzano la tecnica del passaparola digitale per compiti di socializzazione diretta e indiretta anche con l'utilizzo di immagini e video riferiti alla comunità. Interessante l'utilizzo di mappe e di sistemi di social bookmariking per aumentare il livello di condivisione e di collaborazione.
* watch blog - Blog in cui vengono criticati quelli che l'autore considera errori in notiziari on-line, siti web o altri blog.
* m-blog - Blog utilizzati per pubblicizzare le proprie scoperte musicali e renderne gli altri partecipi attraverso la pubblicazione di mp3 (da qui il prefisso) o file audio dei più disparati formati.
* vlog o video blog - Si tratta di un blog che utilizza filmati come contenuto principale, spesso accompagnato da testi e immagini. Il vlog è una forma di distribuzione di contenuti audiovideo. I vlog sono utilizzati da blogger, artisti e registi.
* Audio Blog - Si tratta di blog audio pubblicati attraverso il Podcasting. La peculiarità di questo tipo di blog è la possibilità di scaricare automaticamente sia sul proprio computer che sui lettori mp3 portatili come l'iPod gli aggiornamenti attraverso i feed RSS con gli audio incapsulati.
* nanopublishing - blog monotematico, dal contenuto leggero e scritto a più mani.
* moblog - blog che si appoggia alla tecnologia "mobile", ovvero dei telefoni cellulari. I contenuti sono spesso immagini (inviate via MMS) o video (in alcuni casi registrati direttamente in video chiamata).
* multiblogging - Si tratta della possibilità di gestire più blog con uno script solo, spesso supportano la multiutenza.
* blognovel o blog novel o blog fiction - un romanzo o un racconto suddiviso in brevi tranches che si sviluppa su un blog e che è quindi rivolto ad un pubblico. Il più delle volte i commenti di altri bloggers e/o visitatori possono essere utili indicazioni per l'autore nello sviluppo della storia.

Come creare un blog

Dal 2001 ad oggi sono nati molti servizi in italiano che permettono di gestire un blog gratuitamente. Tra i più utilizzati citiamo: Blogger, Splinder, Clarence, Blogsome, Tiscali, Il Cannocchiale, Iobloggo, Bloggerbash, Bloggers, Tuoblog.org, Libero, Windows Live Spaces, MySpace. Esistono poi alcuni network autogestiti.

Chi invece vuole creare un blog da gestire in totale autonomia, può utilizzare una delle numerose piattaforme di gestione blog; le più diffuse sono: Wordpress, MovableType, TypePad, dBlog CMS Open Source, Nucleus, Pivot, Dotclear, Drupal. Queste piattaforme possono essere utilizzate su un dominio proprio (anche con hosting a pagamento), per generare un servizio maggiormente personalizzato.

Curiosità ed altre informazioni

1. Un blog può essere pubblico o privato (solo utenti autorizzati alla lettura)
2. Un blog è facile da usare, non necessita di competenze tecniche particolari.
3. Tutte le pubblicazioni, chiamate post, vengono generalmente visualizzate in ordine cronologico inverso cioè dal più nuovo al più vecchio.
4. Un blog mantiene l'archivio storico facilmente accessibile di tutto quello che viene pubblicato.
5. Chi legge può lasciare commenti a quello che è stato scritto, in alcuni casi solo dopo essersi registrato.
6. Esistono anche blog privi di commenti.
7. Aprire un blog è spesso gratuito.
8. Un blog permette di avere un'identità alternativa.
9. È possibile aggiornare il blog da qualsiasi parte del mondo, è sufficiente avere a disposizione un accesso ad internet.
10. Alcune piattaforme di blogging (ad esempio WordPress) permettono di pubblicare post via e-mail.
11. Esistono blog, denominati moblog, che sono accessibili o utilizzabili con un telefono cellulare o un palmare (in grado di connettersi a servizi di rete).

Fonte: Wikipedia

Effetto iPod, tutte le novità della concorrenza


Non c’è solo Apple e il suo iPod a fare notizia nel mercato dei lettori mp3. Alla casa della Mela, che a inizio mese ha presentato la sua nuova serie di player “touch” con wi-fi integrato, hanno risposto prontamente tutti i principali competitor del settore con una serie di device che hanno tutta l’intenzione di rosicchiare importanti quote al re del mercato. Cominciamo con quello che è a detta di molti l’unico vero antagonista dell’iPod nano, lo Zen di Creative, rinnovato in occasione del recente Ifa di Berlino.


Il nuovo dispositivo dell’azienda di Singapore si presenta ora con un abito tutto nuovo che sfrutta l’orientamento in orizzontale del display e ingombri decisamente ridotti (è grande poco più di una carta di credito) per un apparecchio che oltre la musica, sa leggere anche le foto e i video. Le tre versioni dello Zen (da 4, 8 o 16 GB di memoria, tutte “maggiorabili” grazie a uno slot per schede di memoria aggiuntiva) sono infatti compatibili con i principali formati audio compressi (dagli mp3 agli Aac, fino alle tracce non protette provenienti da iTunes Plus) nonché con quelli di imaging e video, compresi i diffusissimi DivX.
Anche SanDisk dà una rinfrescata alla sua collezione di lettori multimediali con due new entry all’interno della serie Sansa, il minuscolo Clip e il recentissimo View. Il primo può essere considerato la risposta della casa californiana all’iPod Shuffle e al Creative Stone, i due player lillipuziani nati per i cultori della musica in movimento. Non a caso, il dispositivo ricorda esteticamente la “molletta” lanciata dalla Mela più di due anni fa (c’è infatti una clip che permette al lettore di essere attaccato ai vestiti), mentre sul piano funzionale c’è più di un’analogia con il player della società di Singapore. Come lo Stone Plus, infatti, anche il Sansa Clip punta su uno schermo integrato per agevolare la selezioni delle tracce e si avvale di alcune funzionalità accessorie (come radio e registratore vocale) particolarmente gradite dai musicofili. In linea con i concorrenti il prezzo, che è di 39,99 dollari per la versione da un gigabyte e di 59,99 dollari per quella da due.

Decisamente più virtuoso è il Sansa View, che oltre agli mp3 sa leggere anche le fotografie digitali, gli audiolibri e i video, compresi quelli ad alta definizione. Erede della serie e200, il Sansa View verrà proposto in due versioni, rispettivamente da 8 e 16 giga, a un prezzo di 149 o 199 dollari. Entrambi i modelli saranno espandibili rispettivamente fino a 16 e 24 giga attraverso le schede da 8 giga appena sfornate dalla casa (SanDisk, lo ricordiamo, è infatti anche il primo produttore al mondo di schede di memoria flash).

La palma dell’mp3 più originale spetta però al nuovo Rolly, l’ovetto danzante che Sony lancerà nei prossimi giorni sul mercato giapponese a un prezzo di circa 350 dollari. Si tratta di un lettore snodato con sei parti mobili (fra cui anche le caratteristiche alette copri-speaker) che possono muoversi ritmicamente a tempo di musica. Le prestazioni, va detto, non sono di primissima fascia (c’è solo un giga di spazio a disposizione e non c’è il display), ma - come si può notare da questo video – il nuovo player a uovo della Sony avrà sicuramente altre carte per conquistarsi le simpatie degli utenti.

Microsoft: Tribunale UE respinge ricorso di Bill Gates



Microsoft dovra' pagare la multa da 497 milioni di euro che gli e' stata comminata dall'Antitrust comunitario per abuso di posizione dominante. Il tribunale europeo di prima istanza ha infatti respinto il ricorso del gigante del software fondato da Bill Gates contro la decisione della Commissione europea del 2004. Il tribunale ha accolto solo alcuni elementi del ricorso di Microsoft, ma nella sostanza la decisione di tre anni della Commissione viene nel complesso confermata.


L'unico elemento a favore di Microsoft nella sentenza e' che la corte del tribunale di prima istanza ha annullato la nomina di un trustee formato da esperti che avrebbe dovuto monitorare e avere libero accesso a informazioni, documenti e alla fonte dei codici di Microsoft. Secondo il tribunale ''la Commissione europea ha ecceduto nei suoi poteri'' ritenendo che non c'e' fondamento giuridico nell'Unione europea per un tale organismo.
Per il resto la sentenza conferma la decisione della Commissione, in particolare l'abuso di posizione dominante da parte di Microsoft con relativa sanzione da 497 milioni di euro. Gli altri due punti forti della decisione della Commissione europea confermati dalla sentenza odierna sono l'obbligo per Microsoft di mettere in commercio una versione di Window senza Media Player e l'obbligo di fornire informazione circa l'interoperabilita' con Windows sostenendo che e' infondata la posizione dell'azienda di Redmon che nel ricorso ha evidenziato che il livello di interoperabilita' richiesto dalla Commissione europea darebbe la possibilita' di clonare Windows da parte dei concorrenti.
La sentenza del tribunale di prima istanza non mette comunque la parola fine all'annosa disputa tra Commissione UE e Microsoft. L'azienda di Bill Gates ha 60 giorni per presentare appello davabti all'alta corte di giustizia europea.


LA SENTENZA DIVIDE GLI ESPERTI

I commenti sulla sentenza si dividono in due partiti. Da una parte chi plaude alla condanna di Microsoft sottolinea che la decisione rappresenta la vittoria della liberta' di scelta dei consumatori. Dall'altra parte invece chi vede nella sentenza un pericoloso passo indietro dell'Unione europea che mette a rischio la capacita' e la liberta' di innovare da parte delle imprese.
''Il verdetto del tribunale e' un pericoloso campanello d'allarme per le aziende che investono nelle tecnologie innovative'' afferma Alec Burnside, partner dello studio legale Linklaters. ''La sentenza - aggiunge - mette in evidenza che non c'e' spazio per l'innovazione''. Burnside, che rappresenta la CompTIA (associazione globale del commercio) sottolinea inoltre che ''invece che sostenere l'Europa come capitale mondiale dell'innovazione, le politiche della Commissione rischiano di far tornare l'Europa ad essere la capitale mondiale del contenzioso''. Secondo il legale la sentenza odierna sferra un ''duro colpo alla tutela della proprieta' intellettuale, riducendo l'incentivo per il mercato a investire in ricerca, sviluppo in Europa''.
Anche per Jonathan Zuck, presidente di una associazione internazionale di 3.500 pmi che operano nell'Itc, sottolinea che ''oggi Microsoft non vince pero' sono soprattutto clienti e sviluppatori europei del software a perdere. La sentenza e' un pericoloso precedente sulla capacita' di proteggere l'innovazione da parte delle imprese''. ''E' un grande giorno per i consumatori europei'' afferma invece Thomas Vinje, partner dello studio Clifford Chanche ed esponente dell'associazione Ecis. ''Questa sentenza apre verso la prospettiva di una competizione dinamica nell'industria del software''.
La Fsfe (fondazione europea per il software libero) in un comunicato afferma che ''Microsoft non potra' piu' considerarsi al di sopra della legge'' e soprattutto oggi ''e' una pietra miliare per la concorrenza''.
Il contenzioso tra la Commissione e Microsoft dura da ben 9 anni e anche la sentenza di oggi potrebbe non mettere la parole fine. L'azienda di Bill Gates infatti potrebbe ricorrere all'Alta corte di giustizia europea ma prima di decidere intende leggere attentamente il dispositivo. La Commissione europea ha sempre dichiarato che la condanna di Microsoft risponde all'esigenza di tutelare i consumatori e la loro liberta' di scelta. Gli argomenti di Microsoft poggiano invece sul fatto che e' in discussione la liberta' di innovazione.
''Una grande piattaforma come Windows - afferma un esperto dell'Itc - crea una sorta di ecosistema per migliaia di sviluppatori di software. Per ogni dollaro di ricavi di Microsoft generato da Window questo ecosistema genera altri 7 dollari di ricavi''. La sentenza inoltre avra' effetti anche su altri dossier aperti dall'esecutivo comunitario sul settore. La Commissione infatti ha avviato un'inchiesta sulle pratiche di Microsoft riguardo al sistema operativo Vsta. Un'altra inchiesta riguarda Intel nel settore dei chip e la Rambus per la sua richiesta di royalties per l'utilizzo di alcune sue licenze per Drams (dynamic random access memory).

domenica 16 settembre 2007

sabato 15 settembre 2007

L'immagine del giorno

Semplice ma originale!!!

Il video del giorno: Dove evolution

Per chi ancora non l'avesse visto, ecco il video Dove Evolution, dove diventare bellissime è questione di trucco e pochi clic:



e la sua parodia:

La dieta mediterranea da 1200 calorie


È studiata appositamente per chi, pur volendo perdere qualche chilo, non vuole rinunciare al gusto della tradizione. Nel menu, infatti, spiccano molte ricette mediterranee. Con piacevoli varianti.


COLAZIONE
- Latte parzialmente scremato con orzo (140 gr.) [in alternativa: un vasetto di yogurt alla frutta (125 gr.) e 50 ml di caffè o 50 ml di orzo]
- Un cucchiaino di zucchero (5 gr.)
- Due fette biscottate integrali (30 gr.) [in alternativa: biscotti secchi, pane, crackers, gallette o cracotte (30 gr.)]

PRANZO
- Un piatto medio di spaghetti olive e capperi (70 gr.) [in alternativa: gnocchi (100 gr.), riso (70 gr.), ravioli (80 gr.)]
- Un piatto medio di peperoni grigliati (150 gr.) [in alternativa: verdure crude con olio (90 gr.), verdure cotte con olio (150 gr.), legumi secchi con olio (30 gr.), verdure miste in padella (140 gr.)]
- Un cucchiaino di olio extra vergine di oliva (5 gr.) [in alternativa: olio di soia, di mais o vinacciolo (5 gr.)]
- Una coppetta media di fragole (160 gr.) [in alternativa: frutta fresca di stagione (140 gr.)]
- Acqua minerale
- Un bicchiere di vino

CENA
- Una fettina di paillard (120 gr.) [in alternativa: vitello, manzo, pollo o tacchino ai ferri (120 gr.); trota, dentice, sogliola, merluzzo, platessa, nasello o pesce spada (160 gr.); uova (100 gr.); bresaola, prosciutto crudo o cotto magri (80 gr.); coniglio o selvaggina (120 gr.); mozzarella, crescenza, fior di latte, quartirolo o ricotta (40 gr.); formaggi light (70 gr.) ]
- Una porzione media di carote grattuggiate (130 gr.) [in alternativa: verdure crude (130 gr.) o cotte (160 gr.)]
- Un cucchiaio di olio extra vergine d'oliva (5 gr.) [in alternativa: olio di semi, di mais o vinacciolo (5 gr.)]
- Pane di frumento ad esempio, una rosetta (60 gr.) [in alternativa: tre fette di pane (50 gr.) oppure un pacchetto di crackers (40 gr.) o tre pacchetti di grissini (40 gr.)]
- Mele (160 gr.) [in alternativa: frutta fresca di stagione (160 gr.)]
- Acqua minerale
- Un bicchiere di vino

Puppato: «La politica impari da Grillo»

Il sindaco di Montebelluna: Beppe rappresenta la verità, dà voce alla gente
«E’ un movimento più spontaneo di quello dei girotondini»

Il feeling è nato circa un anno fa, quando Beppe Grillo ha voluto il sindaco di Montebelluna, Laura Puppato, alla prima di «Reset». E, di recente, alla domanda se ci fosse un politico in Italia che gli andasse a genio, Grillo ha indicato proprio il sindaco di Montebelluna Laura Puppato. Ovvio che i «grillini» oggi si sentano a casa, in quel di Montebelluna.
Ed è anche ovvio che l’amministrazione comunale montebellunese veda in Beppe Grillo un amico e alleato. Anche perché, a sentire Laura Puppato, proprio da azioni come quelle di Beppe Grillo la politica può trovare giovamento e nuova linfa.
Sindaco Puppato, Beppe Grillo e i suoi grillini possono essere definiti un nuovo soggetto politico?
«No assolutamente. Credo che i grillini siano identificati come un nuovo modo di fare politica, come la voce di istanze sentite dalla gente comune che, per mille e più ragioni, si espone con difficoltà e non riesce a trasformarle in voce di popolo e mobilitazione di piazza da far arrivare ai partiti di tutti i colori e alle istituzioni. Quella di Grillo è una voce che è utilmente riuscita a catalizzare le più evidenti volontà della gente, fornendo, non solo lui chiaramente, strumenti di conoscenza attenta, sensibile e responsabile».
Prima i girotondini, adesso i grillini: i secondi hanno forse occupato lo spazio lasciato libero, da tempo, dai primi?
«No, si tratta di qualcosa di diverso. I grillini fanno una politica di strada, su cui in parte si è formata anche la nostra nascita e la nostra crescita come lista civica comunale. Strada intesa nel senso bello del termine, come la politica del resto. E’ un movimento più spontaneo di quello dei girotondi, un movimento che usa nella fase iniziale tantissimo internet come momento di confronto e di scambio di informazioni e la strada come fase finale, per denunciare una politica che non rappresenta l’italiano medio, il quale non è un delinquente e non si vanta di aver subìto una condanna come fanno invece certi politici».
C’è un po’ di populismo in questo modo di fare politica?
«La critica è la cosa più facile da fare, ma quello di Beppe Grillo non è un parlare alla pancia: è una analisi seria, molto seria, puntuale, indiscutibile. Come il mettere in evidenza che il 15 per cento dei rappresentanti in Parlamento ha subìto una condanna in primo grado o già passata in giudicato ed è una percentuale superiore a quella del rione Sanità, che è ritenuto un’area ad alto rischio ma dove la percentuale dei condannati si ferma al 10 per cento. Come lo spiegare che siamo governati da una casta costosissima. Non è populismo dire che uno deve prima dimostrare quanto vale e poi prenda il salario conseguente. Non è populismo dire che ci sono privilegi assurdi, che 12 mila macchine blu date anche a persone di cui nessuno si ricorda chi siano sono una assurdità. A meno che non ci spieghino che l’Italia è un Paese ad alto rischio di criminalità, che qui la situazione della sicurezza è peggiore che in Colombia. Il problema invece è che quando qualcuno ottiene un privilegio, non lo vuole più dismettere. Il populismo è parlare alla pancia per slogan senza contenuti, non quello che fa Beppe Grillo».
Può quindi essere utile quanto stanno facendo Grillo e i grillini per la sinistra?
«E’ di grande utilità, guai a chi non lo capisce. Beppe Grillo è la politica vera, non l’antipolitica, perchè rappresenta la verità. La politica infarcita di menzogne è al termine, non si può di continuo smentire le proprie dichiarazioni, contraddirsi da un giorno all’altro. La superficialità ha fatto il suo tempo, oggi c’è bisogno di verità, di concretezza, di confronto. Per queste ragioni Grillo è il contrario del populismo e la sua azione può essere utilissima alla sinistra».
Per voi sindaci i messaggi di Grillo possono essere utili?
«Sì, perchè ci possono aiutare a modificare i rapporti tra la popolazione e le istituzioni. Tutti dicono che bisogna salvare l’Italia, che stiamo vivendo la peggiore emergenza, che non è quella economica o della sicurezza. La vera emergenza è una società che non partecipa, che non crede più, che si sente vinta, rassegnata, sconfitta o si lascia andare al più becero qualunquismo. Anche l’azione di Beppe Grillo ci può quindi aiutare a far cambiare atteggiamento alla gente».

Fonte: La Repubblica di Treviso
espresso.repubblica.it

Rissa tra Nina Moric e la Gregoraci

Orrenda rissa televisiva, tipica del mondo del gossip, tra Nina Moric, Elisabetta Gregoraci e la partecipazione di Fabrizio Corona... uno scambi di idee per nienete ortodosso, tipico esempio di arroganza televisiva ed esposizione mediatica delle vicende personali... da non perdere.

Melita Toniolo, fenomeno sexy 2007


Sempre nuda, sempre sexy, sempre al centro dell'attenzione la bella Melita, ancora di più nel backstage trasmesso da Italia 1, nel corso della trasmissione Lucignolo, nel quale la modella si esibisce in tutta la sua fisicità... nuda nuda nuda, così come ci ha abituato nel corso di tutta l'estate 2007. In Italia non è facile sfondare con le proprie capacità intelletuali e Melita questo lo sa bene; la sua cultura, il suo carisma, le sue capacità oratorie non sono sufficienti e quindi melita ha deciso di usare il suo corpo per fare successo. Qualcuno se la sente di condannarla?

Guardate alcuni scatti:

Lucidare il legno


La lucidatura serve ad ottenere una superficie protetta, nonché lisca e brillante.

Prima di lucidare il legno è necessario levigare. Relativamente ai mobili antichi la levigatura è preceduta dalla sverniciatura. Quindi la lucidatura a volte è preceduta dall’operazione di sverniciatura e levigatura. Per aver un buon risultato la sverniciatura deve essere realizzata con la massima cura, portando allo stato grezzo le superficie del mobile in ogni suo punto, usando un prodotto a base di metilene. Dopo aver sverniciato tutte le superficie del mobile interessato, si passa alla levigatura a mezzo carte vetrate, pagliette,ecc. dopo aver trattato le parti interessate con il turapori. In sintesi, relativamente alla sverniciatura usare preferibilmente uno sverniciatore con cloruro di metilene ; applicare lo sverniciatore con un’apposita spazzola di nylon proteggendosi con i guanti e aspettare 10/15 minuti. Togliere, quindi, con una spatola la pellicola gonfia. Ripetere l’operazione se necessario. Applicare con il cotone due tre strati di turapori e, quindi, levigare con carte vetrate, pagliette, ecc. La lucidatura rapprenda, quindi, l’ultima delle operazioni di restauro di un mobile e viene eseguita dopo la sverniciatura e levigatura. La scelta del tipo di lucidatura deve tener conto del mobile che stiamo trattando, nonché dell’uso che dello stesso si intende fare. L’operazione di lucidatura interessa, in genere, i mobili antichi oggetto di restauro. In quest’ultima fattispecie, possiamo optare per una lucidatura “a gommalacca” o “a cera”. La gommalacca si può applicare con un pennello o con uno stoppino o tampone, dipende dal risultato che si vuole ottenere. Per i mobili rustici che sin dall’origine non hanno ricevuto un trattamento accurato (pori aperti), la gommalacca può essere applicata con un pennello; in genere in questo caso si usa il metodo misto nel senso che dopo la verniciatura con gommalacca a pennello i mobili (rustici a pori aperti) si rifiniscono con tampone (detto anche stoppino) . Per ottenere un risultato migliore si usa il tampone al posto del pennello anche per stendere sia la gommalacca che la cera; in questo caso il tutto andrebbe preceduto dalla c.d. operazione di “pomiciatura” per otturare i pori. In realtà, a voler essere più precisi, la lucidatura si potrebbe sdoppiare in tre fasi: la pomiciatura, la “ lucidatura vera e propria”, brllantatura. La pomiciatura serve ad otturare i pori; la lucidatura vera e propria per lucidare il legno, mentre la brllantatura per rendere le superficie più che lucide, brillanti. Tutte queste tre operazione venno eseguite con il c.d. tampone. Esso è costituito da un cuscinetto, formato da un anima interna rappresentata da una pezzuola di lana, avvolta in una tela bianca di cotone e di lino. Per entrambe le tre fasi viene usato il descritto tampone nonché gommalacca diluita nell’alcool, variamente concentrata a secondo della fase: per la pomiciatura (chiusura dei pori) si usa mezzo etto di gommalacca in un litro di alcool, per la lucidatura vera e propria si usa mezzo etto di gommalacca in mezzo litro di alcool, mentre per la lucidatura finale, ossia per la brillantatura si usa lo stesso preparato utilizzato per la lucidatura, avendo l’attenzione di usare un tampone realizzato con una tela di cotone e lino molto più sottile. Per la pomiciatura, la polvere di pomice, impiegata per otturare i pori, non deve essere sciolta nel preparato di gommalacca e alcool ma “stesa”, spolverata” sulla superficie i cui pori occorre otturare, agendo col tampone e la gommalacca sciolta nell’alcool. Per la lucidatura e la brillantaura non usare il tampone impiegato per la pomiciatura, usare un nuovo tampone per ogni fase.Tra la fase della pomiciatura (otturazione pori) e la lucidatura far passare almeno un paio di giorni, e così di seguita tra le varie fasi, per permettere alla gommalacca di asciugare; infatti, l’ acool evapora lasciando un sottilissimo strato di gommalacca che asciugandosi fa risaltare le venature ed il colore del legno. L’arte del lucidare il legno richiede esperienza, manualità, pazienza e tempo, ma si ottengono buone soddisfazioni. Man mano che si procede con le diverse “mani” utilizzare gommalacca sempre più diluita. E’ bene memorizzare che quando parliamo di “mani” non intendiamo quelle tra le varie imbevute del tampone, bensì quelle eseguite in giorni diversi; per uno risultato accettabile effettuare almeno 4/5 mani, dopo la pomiciatura.- Come già detto la brillantature rapprenda l’operazione finale, la più delicata e difficile, ma è anche quella che dà più soddisfazione, è quella che porta al risultato finale, al prodotto finito, al prodotto brillante. Usare, in questa fase gommalacca molto diluita e tamponi realizzati esternamente con un pezzuola di cotone e lino dalla trama sottilissima. – Usando una gommalacca meno diluita sembrerebbe raggiungere prima il risultato con un numero inferiore di mani (far trascorrere almeno due giorni tra due mani consecutiva); è consigliabile usare una gommalacca più diluita e quindi far qualche mano in più, ottenendo un risultato migliore, evitando più facilmente i possibili errori che di certo non mancano. Riguarda l’intervallo di tempo tra una mano e l’altra, diversi anni fa si aspettava anche dieci giorni. Questo anche in considerazione della minore bontà dei prodotto all’epoca esistenti. Quando la gommalacca relativa ad una mano non è asciugata perfettamente, il passaggio del tampone crea le c.d. “bruciature” , ossia asporta parte della gommalacca della precedente mano. In questo caso non sono possibili rimedi, interventi parziali e localizzati laddove si è verificato l’inconveniente. E’ necessario rimuovere , utilizzando lana d’acciaio finissima, per poi iniziare di nuovo tutta l’operazione. La lucidatura attuato con il metodo misto è quella che prevede il passaggio della cera sopra una superficie già trattata con la gommalacca. Quest’ ultima si può stendere col pennello o col tampone, quindi passare tutte le superficie con lana d’acciaio finissimo, spolverando la polvere generata con apposito pennello. Ripetere l’operazione più volte (varie mani) a distanza di almeno un paio di giorni, utilizzando gommalacca sempre più diluita. Se la gommalacca viene stesa con il tampone (in luogo del pennello), iniziare il tutto con l’operazione di pomiciatura ( otturazione pori), procedendo come detto innanzi.